domenica 12 dicembre 2010

Vacanze a Chernobyl


Non è il titolo del prossimo cine-cotechino steam-punk, quindi scordatevi Boldi vs Gamera. E' qualcosa di più inquietante ed intimamente pervasivo: è una notizia.

Il Ministro delle Emergenze della Repubblica Ucraina Viktor Baloga ha annunciato che dai primi dell'anno venturo sarà possibile fare escursioni sul sito del più drammatico incidente nucleare (noto) della storia, includendolo tra le mete turistiche di un viaggio "della memoria". Come dire: alla scoperta dell'Ucraina tra antico e moderno.

Nell'antico inizia ad essere annoverabile anche il disastro medesimo, avvenuto il 26 aprile 1986 alle 1.23.45 (!) e il desiderio di relegare alla storia una tragedia di simili proporzioni è più che comprensibile: tuttavia la situazione non è ancora del tutto tornata alla normalità e, nonostante l'ultimo reattore sia stato disattivato 10 anni fa, per il 2015 è prevista la realizzazione di un nuovo "sarcofago" per il contenimento totale della struttura, visto che il coperchio di cemento che è stato allestito all'epoca non sembra essere risolutivo.

Inoltre la radioattività che infesta quei luoghi, come parte della Russia e dalla Bielorussia, impiegherà alcune centinaia di anni prima di disperdersi e ritornare entro limiti tollerabili. Certo oggi è differente, non è stato vano il sacrificio di quanti hanno eroicamente bonificato l'area, esponendosi 40 secondi per volta alla pioggia di Roentgens che zampillava da ogni detrito e morendo di tumore in uno stillicidio che non è ancora cessato.

La mia domanda è: vi andrebbe di farci un giro? Prendereste un pullman da Kiev per poter sbirciare aldilà dei cancelli della catastrofe? Andreste ad esercitare la memoria in un posto in cui, appena prima di rimontare in corriera, vi fanno uno screening per verificare quanti Curie avete in corpo, manco fossero conchiglie che uno viene beccato a portarsi a casa come souvenir?

Il concetto di "viaggio della memoria" è bello, nobile e da incoraggiare, ma un conto è un campo di concentramento in cui sono state trucidate migliaia di persone, che oggi assurge a luogo simbolo destinato ad accogliere e stimolare la riflessione del visitatore, un conto è un sito nucleare "disattivo" in mezzo ad una distesa di morte punteggiata da città fantasma, visitando il quale rischi pure la pelle: anche nel 79 D.C. era troppo presto per andare a visitare Ercolano.

E quale "memoria" dovremmo esercitare, visto che le immagini dei bimbi nati dopo l'esplosione sono così simili a quelle delle vittime della furia del Reich, ma non è piacevole ricordarli fuori dalle virgolette di "quei poveri bambini di Chernobyl" e dunque è raro che qualcuno o qualcosa ce li faccia ricordare. Fortuna che qui da noi di centrali atomiche ce n'è poche..

Tuttavia non è una trovata recente quella di andare in ferie a Chernobyl: basta infatti fare una ricerca in rete per trovare agenzie di viaggi che già da alcuni anni offrono l'escursione sul sito del disastro tra i propri pacchetti, a prezzi relativamente modici (500US$ se si vuole l'esclusiva di una visita personalizzata, ma fino a 100US$ a testa se si riesce a tirare insieme un torpedone con più di 30 entusiasti gitanti). Se volete avere comunque un'idea di come si presentino quelle zone, provate a visitare il sito www.kiddofspeed.com, gestito da Elena, una motociclista ucraina che attraversa a tutta velocità la regione fotografandola.

E che fa la spesa dall'ortolano col contatore geiger.
E' il suo promemoria.


mercoledì 20 ottobre 2010

Quelli che Malpensano


Mi ha scritto Massimo, un ragazzo di Varese, amico di Cesare (Sak 1 della vecchia VLV Posse) .
Massimo è un lavoratore della Livingston, la ex Lauda Air, compagnia italiana leader nei voli charter, che dall'oggi al domani s'è ritrovato in cassa integrazione.
Sono in 500 a soffrire questa condizione.
Sono tutti professionisti e lavoratori specializzati, che hanno sempre dato il meglio nel proprio lavoro, in una compagnia che, liquidità a parte, avrebbe tutte le carte in regola per agire competitivamente sul mercato.
La loro compagnia trasportava ogni giorno migliaia di persone verso le Maldive, il Mar Rosso, Santo Domingo, tutti i giorni: migliaia di uomini, donne, bambini, managers, vecchi ricchissimi, camerieri, studenti, animatori; tutti partivano bianchi e tornavano neri, chi dopo una settimana chi tre mesi più tardi. Ogni tanto qualcuno partiva da solo e tornava in due, o tre. Ma gli aerei erano sempre pieni

La storia parte con Niki Lauda, il fondatore di Lauda Air nel 1991, che con gli aerei aveva iniziato nel '79, ma questa l'ha fatta dopo. Tutto è andato abbastanza bene fino al 2005, quando "I viaggi del ventaglio" rileva la compagnia e la rinomina in Livingston. Da lì parte una spirale di gestione "malaccorta" che porta al fallimento del ventaglio, a un buco da 20 milioni di euro per Livingston e al successivo passaggio di proprietà nel 2009 alla FG Holding di Maurizio Ferrero, produttore cinematografico romano, che ha fatto il resto.
Il buco sale a 30 milioni, l'ENAC ritira la licenza di volo, gli aerei tornati alle società di leasing e poi tutti a casa, dopo due mesi di lavoro senza stipendio.
La solita storia: aziende buone finiscono in rovina per colpa di amministratori che sono, nella migliore delle ipotesi "incompetenti" o di figli più bravi a spenderli che a guadagnarli o di sciacalli della finanza. Comunque sia, la settima azienda della provincia di Varese ha tirato giù la serranda in una settimana. Mentre il signor Ferrero, anzichè sanare i 30 milioni di debiti, ne spende 60 per comprarsi 10 sale cinematografiche dal fallimento Cecchi Gori..

I lavoratori della Livingston sono uniti nella lotta per la difesa del proprio posto di lavoro, con proposte, idee e volontà di proseguire.
Massimo mi racconta di come potrebbero fornire il servizio di manutenzione per le aeromobili di terzi, in uno scalo come quello di Malpensa, loro che sono una delle ultime rappresentanze italiane nel principale scalo nazionale.
I ragazzi ritengono che usufruire della cassa integrazione a zero ore sia uno spreco di risorse, col potenziale che hanno, capaci di organizzare un volo per dopodomani.
Non sono alla ricerca di un investitore con i soli quattrini, ma con la competenza e la capacità imprenditoriale necessaria a far fruttare un'azienda simile.
Pretendono un titolare che sia alla loro altezza.
Se lo meritano.

Domani i lavoratori della Livingston si troveranno per manifestare davanti alla Regione Lombardia alle 10.30 sotto al Pirellone. Qui trovate un blog per restare aggiornati.


venerdì 7 maggio 2010

Si alzano i Tony

Ieri sera è andato in onda a "Parla con me" un bel monologo di Ascanio Celestini: per chi non lo avesse visto è qui sotto.


Oggi il primo ministro Berlusconi durante il Consiglio dei Ministri, invece di affrontare i temi della crisi economica che sta facendo rotolare il mondo appresso alla Grecia, o cercare una soluzione alla disoccupazione o anche solo di comunicare chi sarà il sostituto del ministro dimissionario Scajola, ha ritenuto opportuno manifestare la propria incazzata incredulità per l'aggressione "divertita" di Ascanio ai danni del governo.

Di questo governo?

Nel monologo si parla di mafiosi e corrotti che governano un Paese spartendosi il potere e legiferando "pro domo" loro sotto gli occhi di una opposizione snob e debosciata: mica dell'Italia.

Ci sono forse dei mafiosi e dei corrotti in questo governo che - dunque - potrebbero indurre a pensare che Celestini si riferisse all'attuale formazione?

Se così fosse, l'incazzatura del premier avrebbe un po' più senso, ma avrebbe ben poco da ridire sulla rappresentazione fatta nel monologo di un paese governato da mafiosi e corruttori.

Se nel governo i mafiosi e i corruttori non ci fossero, allora non vedo il motivo di una esternazione così inviperita per un brano di EVIDENTE finzione, che descrive una classe politica di pura invenzione.

Cavalier Berlusconi: come mai le è sembrato che parlasse di lei quel bravo giovanotto con la barba?

C'è qualcosa che dovremmo sapere?

giovedì 25 febbraio 2010

Il volume di un disastro

Ieri qualcuno ha pensato bene di aprire le valvole dei serbatoi di petrolio di una raffineria dismessa della Lombarda Petroli di Villasanta, in provincia di Monza. Questo gesto criminale ha causato lo sversamento di 8000 metri cubi di olio nelle acque del fiume Lambro, immissario del Po, in cui oggi è arrivata la marea nera.

E' tuttavia difficile rendersi conto delle proporzioni del danno, quantificare la massa di petrolio che ha invaso la Natura a Villasanta; ho dunque pensato fosse utile visualizzarla in modo efficace ed accessibile a chiunque.

Per questo ho realizzato un cubo di 20 metri di lato (un volume di 8000 metri cubi) ed ho provato a collocarlo (in Google Earth) in tre luoghi simbolo della nostra nazione: giudicate voi.

piazza Duomo a Milano

piazza San Marco a Venezia


il Colosseo a Roma


Se volete scaricarli ed esplorarli su Google Earth qui di seguito ci sono i link.





domenica 4 ottobre 2009

Il Residente della Repubblica


C'è, tanto per cambiare, una gran bagarre riguardo le affermazioni fatte da Giorgo Napolitano - attuale Presidente della Repubblica Italiana - e le pesanti critiche pronunciate da Antonio Di Pietro, leader del partito politico "L'Italia dei Valori". Provo a ricostruire con un piccolo riassunto quanto accaduto:

- Dopo un iter nè troppo lungo nè troppo contrastato il Parlamento ha approvato un provvedimento economico definito "scudo fiscale" in cui, tra le altre cose, è prevista la possibilità di fare rientrare i capitali illecitamente accumulati all'estero (evadendo il fisco italiano) pagando un misero 5% allo Stato, la depenalizzazione del reato di falso in bilancio e la garanzia dell'anonimato per quanti usufruiranno della ghiotta opportunità offerta.

- Ieri il Presidente Napolitano si trovava in Basilicata per un impegno istituzionale, quando un cittadino gli si è avvicinato e gli ha detto " Presidente, non firmi, lo faccia per le persone oneste". Il Primo Cittadino gli ha quindi risposto "Nella Costituzione c'è scritto che il Presidente promulga le leggi. Se non firmo oggi il Parlamento rivota un'altra volta la stessa legge ed è scritto nella Costituzione che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo voi non lo sapete? Se mi dite non firmare, non significa niente".

- Sempre ieri l'On. Antonio Di Pietro ha definito "una atto di viltà" la firma della legge in questione, suscitando un coro bipartizan di proteste nei suoi confronti, con vibranti punte di patriottistica difesa di Napolitano da parte di sinistra-centro-destra-nord-e-sud-uniti ed accuse di rappresentare un pericolo eversivo per la Nazione tutta.

Dunque: a me Di Pietro non è che stia un granchè simpatico (ricordo ancora quando, appena smise la toga del fustigatore della Prima Repubblica, affermò solennemente che "mai sarebbe entrato in politica" e dopo manco una settimana era già candidato non ricordo con chi..) anche perchè continuo a pensare che la politica richieda una forma oltre agli indispensabili contenuti, forma che Di Pietro non mi sembra affatto incarnare. Al contrario Napolitano mi faceva una certa simpatia: il primo Presidente comunista tuttavia equilibrato e saggio, capace di mettere d'accordo parti distanti grazie all'esercizio del buon senso. Perdipiù napoletano.

Tuttavia, a rischio di essere additato come un agitatore-terrorista-antitialiano, la penso come Di Pietro: il Presidente è contravvenuto ad uno dei ruoli fondamentali che gli competono, non esercitando un potere che solo lui ha diritto di esercitare, quello di rinviare una legge alle Camere con un messaggio motivato, chiedendone il riesame. Solo se le Camere gliela ripresentassero senza modifiche al testo sarebbe obbligato a promulgarla: solo in quel caso.

E dire che non sarebbero mancate le motivazioni da scrivere sul bigliettino per deputati e senatori, a partire dalla considerazione che pagare il 5% di tasse equivale a regalare il 45% non corrisposto quando dovuto - che per capitali dell'ordine di vari milioni di euro a botta sono fior di evasioni - insultando così tutti gli onesti contribuenti che hanno assolto agli obblighi fiscali; che in questo modo tanti capitali frutto di attività illecite (droga, armi, contraffazione, etc..) potranno entrare puliti puliti nelle tasche di mafia, camorra, 'ndrangheta e sistemi vari, senza costringere questi galantuomini a giri complessi e costosi (il costo del riciclaggio di valuta sporca varia dal 40% al 75%: il 5% suona quasi come una mancia al portiere..); che l'anonimato garantisce la tranquillità di tutti quei bastardi che hanno impoverito le tasche dei propri dipendenti, gettando sul lastrico famiglie intere per la loro avidità, senza corrispondere i contributi, mangiando prima nel piatto e poi sulla testa degli operai.

Ma a questo Napolitano non ci ha pensato, così come non ha avuto orecchie per ascoltare quanti glielo hanno suggerito né occhi per leggere quanti lo hanno scritto.

Eppure per me la cosa peggiore, che forse l'aggettivo "vile" quasi addolcisce, é stata la risposta data al cittadino lucano che ha tentato in extremis di fargli notare la vergognosa posizione che stava assumendo: al di là del tono saccente, di per sé fastidioso, il fatto di considerare "inutile" l'esercizio di un su diritto (o meglio: nostro attraverso di lui) ha svuotato completamente il significato del suo ruolo istituzionale. Come faceva a sapere che il testo non sarebbe stato modificato? Come poteva immaginare che anche nella prossima votazione i 29 esponenti della cosidetta "opposizione" avrebbero dato forfait? Cosa gli fa credere che un atto così importante non avrebbe mosso l'opinione pubblica ad una riflessione collettiva, esercitando maggiori pressioni sui rappresentanti parlamentari, cambiando qualcosa in positivo?

Perchè ha calato le sue braghe e mostrato il nostro culo?


mercoledì 2 settembre 2009

Ciao Teresa


Ieri, primo settembre, se n'è andata Teresa Sarti Strada, moglie di Gino e mamma di Cecilia, braccio e mente di Emergency. Ci ha lasciato nella sua corporeità, ma lo spirito vive e vivrà fino a quando perpetueremo il suo impegno nel aborrire le guerre e le brutture che esse comportano: finché faremo nostra la sua forza ci saranno sempre nuovi fiori nel giardino della sua memoria.

Le più belle parole d'amore le ha avute Gino nel suo libro "Pappagalli verdi".

"Tornassi indietro rifarei quasi tutto. Vorrei solo che al mio fianco, in ognuno dei tanti luoghi pieni di sofferenza che ho visto, ci fosse sempre lei.
A consigliarmi, a impedirmi di sbagliare, a dividere con me momenti importanti, che solo la sua presenza avrebbe potuto rendere irripetibili.
A Teresa"
Gino Strada

lunedì 20 luglio 2009

C'è bisogno di Bellezza..



Terremotati trattati come rucola di guarnizione ad una kermesse di politica internazionale e poi liquidati con scherno, primi ministri e seconde ministre che puttaneggiano isterici tra piscine, polverine e bambine, famiglie spazzate via da giovani assassini col pieno nel serbatoio e il vuoto nel cervello, cittadini evaporati via da un cedimento strutturale mentre si godono il fresco in terrazza guardando "I bellissimi di retequattro", minorenni che "giocano" a molestare minorenni, sbirri che blindano e rovinano ragazzini colla scusa di "c'hai una cartina lunga?" e mai di "c'hai 10 euro arrotolati?". Siamo una Nazione ai blocchi di partenza, girata di spalle e con la pistola dello starter ala tempia. Eppure la Bellezza esiste: Aiutiamoci a guardarla.
E' tutta intorno a noi.
E non è una compagnia telefonica..