martedì 3 aprile 2012

I guardiani del tempio

Una mia amica mi ha raccontato una storia che merita di essere conosciuta..

Conosco Giovanna Salvatori (attuale produttrice esecutiva del tour SUD di Fiorella Mannoia) da 20 anni e di rado mi è capitato di trovarla più scandalizzata dell'altro ieri, quando si è recata in visita al Duomo di Milano accompagnando i 12 ragazzi brasiliani del Progetto AXÉ che sono in tour con Fiorella. Con loro c'era anche Marcus, un educatore di Salvador de Bahia, il quale faceva da Cicerone al gruppetto, ragguagliandoli con una manciata di notizie su quello che stavano vedendo.

Ad un certo punto la comitiva è stata avvicinata da due inservienti/custodi/giannizzeri del Duomo che hanno apostrofato Giovanna dicendole "È vietato!". Alla richiesta di spiegazioni hanno risposto, precisando: "È vietato descrivere".

A corollario della frase dadaista hanno aggiunto che se volevano saperne di piú avrebbero dovuto acquistare le audioguide per tutti o assoldare una guida autorizzata e quindi, per favore, se potevano accomodarsi all'uscita.

Giovanna esclama "Ma vi rendete conto che ci state cacciando dal Duomo di Milano??" e riceve la risposta "No: vi sto invitando ad uscire", cosa che si è concretizzata all'arrivo di un terzo usciere (capito perchè si chiamano cosí?) attraverso una porta laterale.

Non vi voglio tediare col mio punto di vista, ma solo scusarmi con quegli straordinari ragazzi che grazie alla conoscenza dell'arte ed il desiderio di bellezza si sono affrancati da una vita di miseria e delinquenza nelle strade di Bahia solo per essere buttati in mezzo a una strada, fuori dalla cosidetta "casa del Signore" ad opera di 3 stronzi.
Obrigado.

domenica 16 ottobre 2011

Forse dell'ordine..


Ieri dalla manifestazione già si parlava quasi solo del marcio, dell'orrore, dei disastri, delle guardie, dei Black Bloc, del male. I miei interventi su twitter hanno causato grande dibattito, anche perchè in 140 caratteri è difficile chiarire le sfumature, fondamentali in occasioni come il 15 ottobre.


Nella grande (e disorganizzatissima) gioia della manifestazione romana, tra studenti, famiglie con bambini, artisti, anziani, persone normali, si sono mescolati i soliti (organizzatissimi) devastatori. Il copione - perché di copione si tratta - è stato il solito: dalle strade laterali del corso principale della manifestazione, tutte presidiate dal polizia (ad eccezione di alcune..) si sono incuneati individui mascherati ed armati, nei cui occhi si leggeva la determinazione a spaccare tutto, a realizzare un progetto a qualunque costo. In molti dietro allo striscione del Teatro Valle Occupato ci siamo sentiti guardare come dei nemici, degli intralci.


Non so chi fossero: anarchici, fascisti di Casa Pound, agenti del reparto mobile travestiti, gente dei servizi, ustascia, unni, chiunque: erano mascherati ed armati. La violenza ha avuto il solito codice espressivo, ignorante, bestiale e fine a se stesso: sfondare bancomat (ripagati dalle assicurazioni), incendiare macchine (di privati cittadini), smantellare strade ed arredi urbani (di proprietà pubblica), sfondare vetrine, etc.. Non realizzare un omicidio politico, una conquista di un palazzo del potere, ma sfondare tutto come una qualunque banda di ultras.


L'obiettivo era chiaro ed hanno agito indisturbati (uno studente che ha iniziato ad inveire contro questi gentiluomini mascherati è stato anche malmenato, a detta di un suo amico che ci ha raggiunto al carro del Valle), sono stati lasciati liberi di agire soprattutto da parte delle cosiddette forze dell'ordine, che - stranamente - come già accadde a Genova, hanno atteso che le devastazioni iniziassero, le auto fossero date alle fiamme, le vetrine spaccate, etc. prima di agire a contrasto di quei delinquenti; hanno anche permesso che lungo il percorso della manifestazione e in piazza San Giovanni fossero predisposti fin dal giorno prima attrezzature ed armamentari finalizzati alla guerriglia.


Quindi la repressione ha avuto le forme tipiche dello stile italico di azione, tali da spingermi a definire "fascisti" i modi con cui polizia, carabinieri, finanza, etc.. sono intervenuti, disperdendo la folla con caroselli di cellulari lanciati a gran velocità sui manifestanti, idranti sparati ad altezza uomo e via discorrendo. Non so quanti agenti sul campo fossero politicamente ascrivibili tra le file dei fascisti, ma senz'altro i loro comandanti, i superiori, quelli sicuramente si, perchè è da fascisti lasciare fare a 100 per avere il pretesto di accanirsi su 10000.


I fanti in campo prendono 4 soldi, molti saranno anche stati spaventati ed impreparati, molti altri no e a loro volta avranno sfogato la frustrazione della propria condizione precaria sulle zecche, chiunque fossero e, come nel caso dei manifestanti, la parte bacata ha rovinato il tutto, facendoli indistintamente annoverare tra i servi infami del sistema fascista.


Sono un fottuto idealista e ieri stavo male a vedere quello scempio, a vedere persone tranquille costrette a scappare e a difendersi, a dover assumere comportamenti che non avrebbero mai dovuto tenere se non avessero consentito l'innesco della miccia della violenza gratuita.


Sempre che di gratuità si tratti.

domenica 11 settembre 2011

L'11 settembre siamo noi

10 anni dopo la mia vita è cambiata.

In realtà solo 10 minuti dopo la vita di tutti noi era già cambiata, ma non ce ne potevamo ancora accorgere.
Quell'11 settembre ero a casa, quando ho ricevuto una telefonata dalla mia fidanzata, Carolina, che era a Cremona: "Fra, accendi la tele che stanno facendo vedere una cosa che non capisco.."
Tempo di accendere e vediamo entrambi un aereo schiantarsi contro una torre.
Silenzio. Sono pazzi. Non può essere vero. Fumo. Silenzio. Aiuto. Entrambi urliamo la stessa angoscia e sentiamo la stessa urgenza: colmare la distanza che ci stava separando.

Le notizie si rincorrevano furiose: un aereo diretto sulla Casa Bianca dirottato dagli stessi passeggeri, uno che si schianta sul Pentagono e fa un buco che una piccola autobotte potrebbe colmare. La puzza di complotto sembra quasi superare quella di bruciato, di asettica colonna di pixel spenti levarsi da una cartolina di New York appesa nei salotti di tutti noi. Il nuovo videogioco dopo quello della guerra del Golfo, stavolta a colori.

Nonostante le migliaia di chilometri che separavano me e Carolina da quell'inferno, ci sentivamo ugualmente vulnerabili, attaccabili da qualsiasi direzione, da qualunque "nemico" avesse deciso di farlo..

Poi l'orrore prende una forma nuova e mai più sperimentata: persone che piovono dalle finestre, senza scomporsi durante la caduta. Che scelgono di piovere dalle finestre, librandosi, liberandosi. Persone vive che diventavano morte appena fuori dall'inquadratura, oltre 200. Non è più un videogioco.

La nostra vulnerabilità di fronte a questo spettacolo è infinita: non sono nemici, non ci stanno attaccando, ma siamo feriti nel profondo. Non abbiamo via di scampo davanti al loro non avere via di scampo. Non ce ne liberiamo.

Decido di andare da Carolina, anche perché all'epoca abitavo a Roma, quartiere San Lorenzo, tra due scali ferroviari ed un ministero e Cremona mi sembrava un posto più "tranquillo" e meno "sensibile".
Dopo un mese siamo andati a convivere ed ora siamo sposati.

Dopo 6 mesi hanno arrestato l'imam della moschea sotto casa di Carolina perché associato con Al Quaeda.

La vita cambia per tutti.

martedì 6 settembre 2011

Potere alle parole


In questi giorni mi trovo a Città di Castello (PG) per l'allestimento di "Potere alle parole", lo spettacolo che Massimiliano Bruno ed io porteremo in scena al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma dall'11 al 23 ottobre prossimi venturi. Ci saranno i monologhi di Massimiliano e le mie canzoni, accompagnati da Francesco Bruni alla chitarra e Roberto Gatti alle percussioni, per raccontare l'Italia che vediamo e che preferiremmo non vedere..

C'è da ridere (noi stiamo ridendo parecchio :) e anche un po' da riflettere, ma soprattutto c'è da uscire e venire a teatro. O andare a teatro, non necessariamente a vedere il nostro spettacolo: la cultura la stanno facendo a pezzetti e solo il pubblico può ricucirli insieme, dando energia e fiducia alle compagnie che cercano di creare ogni sera un'alternativa all'horror vacui dell'intrattenimento contemporaneo.

C'è da andare al Teatro Valle, dove artisti del calibro di Elio Germano da oltre due mesi ricorrono al più antico metodo per risolvere il problema della disoccupazione: l'occupazione.

C'è da portare i figli, i genitori, gli amici: c'è da fare gruppo ed andare a vedere cosa significa mettersi in gioco su un palco, pagati poco o affatto, ma motivati parecchio.

C'è da prendere belle energie. C'è da darne. C'è il teatro.

giovedì 1 settembre 2011

frankie.tv 2.0

Benvenuti nel nuovo sito www.frankie.tv
In occasione del lancio di "School Rocks!" ne ho approfittato per aggiornare il sito, rendendolo più semplice e - spero - piacevole da consultare.

Potrete trovare il calendario aggiornato dei miei showcase/dj set/cose varie ed accedere a tutti i social network che utilizzo, da facebook a twitter, instagram, tumblr, etc..

Nello spazio "discografia" trovate tutti i testi delle mie canzoni (per i singoli sto ultimando l'inserimento..), oltre a quelli delle mie collaborazioni; inoltre i video dei vari brani sono facilmente accessibili, tanto dalla discografia quanto dalla pagina social network.

La pagina dei contatti è "di lavoro" (risponde il management) anche perchè da tempo chi vuole entrare in contatto con me utilizza facebook o twitter..

Infine, ma probabilmente ve ne sarete già accorti, all'apertutra potete vedere il teaser del video di "School Rocks!", un assaggio di quello che vedrete per esteso la prossima settimana.

Spero apprezziate il risultato: i consigli sono bene sempre accetti e le visite frequenti apprezzate.. Buona navigazione!


domenica 7 agosto 2011

"School Rocks!" è il mio nuovo singolo, in vendita dal 12 settembre.


Una volta tanto uso il blog per comunicare una notizia che mi riguarda direttamente: dal 12 settembre il mio nuovo singolo, intitolato "School Rocks!" e distribuito dalla Sunnybit (etichetta diretta dall'amico Carlo Martelli), sarà in vendita nei principali negozi digitali.

"School Rocks!" è parte di un curioso progetto editoriale, dedicato alla scuola e - nella fattispecie - agli studenti delle medie inferiori e superiori.

Il tema del pezzo può sintetizzarsi in "se studiare è una noia la colpa non può essere degli studenti" e se le materie scolastiche dialogassero di più tra loro, magari accettando contributi anche dalla cosiddetta "cultura pop", si studierebbe meglio e più volentieri.

Chi studia può imparare cose utili tanto da Dante Alighieri quanto da Tiziano Ferro, Manzoni e Virzì; tutto sta a guardare senza pregiudizi alla risoluzione di un problema, piuttosto che al completamento di un programma.

Questo argomento viene affrontato approfonditamente in un libro che s'intitola anch'esso "School Rocks!", scritto da Antonio Incorvaia e Stefano Moriggi per le Edizioni San Paolo, di cui la mia canzone rappresenta la prefazione: per inciso è il primo libro della storia ad avere una prefazione rappata..

Anche il libro, come la canzone, uscirà a settembre, in occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico ed entrambi accompagneranno gli studenti nell'avventura dell'apprendimento.

La musica è di Leonardo "Fresco" Beccafichi ed il video (di cui prossimamente vi darò un assaggio) è realizzato da Gaetano Bigi.

"School Rocks!" e la scuola spacca!

mercoledì 20 luglio 2011

Carlo vive



Sono passati 10 anni da quando hanno ucciso Carlo Giuliani in piazza Alimonda a Genova. 10 anni di processi alla polizia, di bugie e coperture, di insabbiamenti, di scaricamenti di barili e rinvii sine die.

Nessun politico ha perso il posto: l'allora Ministro dell'Interno era Claudio Scajola, probabilmente a sua insaputa.

Quel giorno ero a Palestrina, vicino Roma: lavoravo con i Tiromancino e mi occupavo delle videoproiezioni durante i loro concerti. Quel giorno, durante il soundcheck, ci è venuta a trovare Loredana con il piccolo Rocco, che aveva 3 anni all'epoca. Rocco all'epoca andava matto per la batteria e Piero Monterisi non ha aspettato un solo secondo prima di metterlo a sedere sul suo sgabello con le bacchette in mano.

Poi, verso sera, è arrivata la notizia dell'assassinio di Carlo e tutti siamo rimasti sconvolti. Quella sera sul palco ho improvvisato qualcosa su quell'argomento, sul "ragazzo Carlo morto", ma ero preoccupato per Lello, Valerio e Fulvio, che erano a Genova, ma di cui non avevo notizie.

Poi la vita è cambiata per tutti. Il giorno successivo, dopo una data in Romagna ed una lite violenta, i Tiromancino si sono sciolti, mentre 93 persone venivano massacrate di botte dalla Forza Pubblica alla scuola Diaz.

Finita quell'esperienza sono andato in vacanza con la mia fidanzata, che oggi è mia moglie. Quell'estate è l'ultima che ho passato con Giovanni, mio padre.

Qualche giorno fa anche Loredana se n'è andata.

Giovanni vive ancora grazie a me.
Loredana vive ancora grazie a Rocco.

Carlo vive ancora grazie a tutti noi.

Grazie, a tutti noi.