giovedì 22 novembre 2012

Il terzo incomodo


Scusatemi tutti voi se ho espresso dei pareri in contrasto con la vostra visione dei fatti, con le rispettive idee della vita e percezioni della realtà che vi appartengono, con le posizioni che così giustamente difendete.

Chiedo scusa a tutti i sostenitori del governo israeliano per aver pubblicato un video in cui affermo che "Davide é Golia" (sbagliando addirittura la direzione dell'accento) solo perché la vista delle fotografie dei cadaveri di tanti bambini palestinesi straziati dalle bombe a Gaza mi ha commosso e indignato al punto di pensare che il piccolo Davide, che con un singolo sasso ben assestato ha sconfitto il gigante Golia, oggi è diventato lui stesso un gigante incapace di arrestarsi difronte al sangue dei bambini, preso com'è a fagocitare un territorio che spetta lui per successione divina. Ho sbagliato perchè in realtà Israele si sta difendendo dalla follia omicida e terrorista di un mostro chiamato Hamas, colpevole di attentati sanguinosi, autolesionista fino all'istigazione al suicido dei propri membri pur di colpire il nemico Israele, subdolo e fratricida nel collocare donne e bambini proprio nei palazzi che Israele ha individuato come obiettivi sensibili. Dovrei andare di persona a vedere, prima di sputare sentenze.

Chiedo scusa a tutti i sostenitori della Palestina per aver - subito dopo l'attentato dinamitardo sul bus a Tel Aviv - scritto un tweet in cui assimilo quel gesto ad un atto terroristico, perchè avente per oggetto civili inermi e non un obiettivo militare o politico, tale da poterlo considerare un'azione partigiana, e per aver messo sullo stesso piano quel tipo di azione con i bombardamenti alla cieca che Israele fa sui territori occupati, causando centinaia di morti e distruzione. Ho sbagliato perchè in realtà Hamas si sta difendendo dalla follia omicida e terrorista di un mostro chiamato Israele, colpevole di raid aerei luttuosi, di aver dilaniato un territorio murando intere città, di impedire gli scambi di un popolo col mondo esterno, di contabilizzare il numero di calorie pro capite, ecc.. Hamas si sta difendendo coi mezzi a propria disposizione ed è stato veramente ingiusto da parte mia confrontare una bomba tirata da un aereo con un pacco deposto su un bus. Dovrei andare di persona a vedere, prima di sputare sentenze.

Chiedo scusa ai militanti del movimento "No Tav" per aver qualificato come #EPICFAIL (grande fallimento) il pestaggio dell'operatore RAI che ieri al processo a Torino pretendeva di riprendere le facce del pubblico che si trovava in un luogo pubblico come un'aula di tribunale e dunque poteva essere ripreso, pensando anche alla pessima deriva mediatica che avrebbe avuto un gesto del genere. Ho sbagliato (mi è stato fatto notare da Luca in questo post) perchè il movimento No Tav da anni combatte una guerra fatta di mazzate fisiche e virtuali, manganellate e fumogeni tossici alternati a disinformazione e campagne di discredito, perchè lo Stato ha creato una sorta di enclave del diritto in cui la libertà e l'autodeterminazione dei valligiani è oggetto di coercizione, tanto da costringerli a combattere fisicamente contro questo Stato e contro i media ad esso asserviti. Quel cameraman in realtà è un soldato nemico e come tale è stato giustamente punito con 3 giorni di prognosi. Dovrei andare di persona a vedere, prima di sputare sentenze.

Chiedo scusa ai poliziotti per aver richiesto che sui loro caschi venga indicato un codice alfanumerico, così da poter segnalare eventuali abusi nel corso di manifestazioni, permettendo l'individuazione dei responsabili ed aumentando il livello di sicurezza tanto delle forze dell'ordine quanto dei manifestanti. Ho sbagliato perchè questo comporterebbe un rischio di ritorsioni nei confronti dei poliziotti, già vessati da orari massacranti, stipendi bassissimi (un poliziotto rispetto ad un insegnante lavora di più e guadagna di meno) e costretti a confrontarsi con questi farabutti a volto coperto, capaci solo di sfondare le vetrine e mettere sottosopra le città. Dovrei andare di persona a vedere, prima di sputare sentenze.

Il fatto è che ho espresso delle opinioni riguardo a guerre in cui (secondo i miei detrattori) non sono direttamente coinvolto. E si sa: nelle guerre le posizioni possibili sono solamente due ed ogni critica ad A è una "vittoria" per B, ogni parola positiva per il Bianco è un insulto per il Nero.

Mi scuso dunque con tutti per aver intralciato le vostre guerre, per aver espresso delle posizioni trasversali, per aver fatto dei discorsi "da benpensante" (fossi Baglioni sarebbero da "passerotto") e per aver intralciato il vostro astio reciproco, distraendovi dal reale nemico che così alacremente coltivate.

Mi scuso con tutti e vi do ragione, perchè la ragione l'avete tutti. Avete tutti ragione.

D'altronde si sa: la ragione si da ai matti. E ai fessi.

Buona guerra a tutti.

venerdì 12 ottobre 2012

Pinocchio rapito dai gendarmi


Non bastano i 140 caratteri di Twitter per spiegare la sensazione di vuoto che mi danno i commenti alla video-notizia di ieri, quella in cui si vedono alcuni poliziotti che trascinano per le braccia e per le gambe un ragazzino di 10 anni, in esecuzione di una sentenza che revoca la potestà alla madre ed "affida" il bambino al padre, che - secondo il giudice - è stato "psicologicamente alienato" dalla madre.

La zia del bambino ha realizzato un video mentre cercava di impedire ad un gruppo di enormi poliziotti in borghese di portare via il bambino, che opponeva resistenza, gridava, piangeva, chiedeva aiuto, urlava di non riuscire a respirare, sollevato di peso e trascinato dentro alla volante, strattonato come un sacco pieno di gatti, umiliato nel proprio essere umano, nella propria infanzia.

In conclusione del video si vede una poliziotta che alla richiesta di spiegazioni della donna risponde :"Non le devo spiegazioni: io sono un commissario di pubblica sicurezza e lei non è nessuno".

Vedere quel video mi ha profondamente indignato, vedere Pinocchio portato via dai gendarmi in quel modo così violento e crudele mi ha fatto sentire un essere umano peggiore. Mi è sembrato dunque normale scrivere su Twitter che a quegli sbirri auguro il peggio, solo il peggio, tutto il peggio. A loro e solo a loro perchè LORO è il comportamento evidentemente sbagliato, ingiustificabile, abnorme, perché loro fanno EVIDENTEMENTE male a quel bambino, fisicamente e psichicamente, in esecuzione di un ordine che non commento solo perché non ho abbastanza elementi per dire la mia. Ma per condannare la condotta di quei poliziotti gli elementi li abbiamo tutti e sono davanti agli occhi di tutti: non esistono attenuanti, scuse, estintori agitati, supposte alterazioni da droghe (almeno nel bambino..) o altri elementi che deviino la responsabilità.

Solo quattro cani che sbranano l'innocenza di un bambino.

Eppure i commenti che ho iniziato a ricevere su quel breve social network hanno diluito la bile col veleno, in un virtuoso alternarsi di distinguo, di "non abbandoniamoci a giudizi affrettati" di "la colpa è del giudice", di "se i genitori non fossero stati degli idioti non saremmo a quel punto". Tutti pronti a guardare il dito mentre cercavo di mostrare un'evidente luna piena, iniettata di sangue.

Un coretto di supporto a quell'azione degna di un regime totalitarista, di una cosca mafiosa, pronta a "guardare oltre" perché in effetti non eravamo là a vedere con i nostri occhi, a conoscere nel dettaglio ogni singolo passaggio di una triste vicenda processuale, a vedere come la madre e il padre di quel bambino si relazionassero con lui e con il proprio partner, a vedere come sono cresciuti loro a loro volta, eccetera eccetera bla bla bla..

A cercare a ritroso una responsabilità altrove, distante dall'evidenza del proprio sguardo sull'Orrore, arrivando ad Adamo ed Eva se necessario, ma solo per dire che - in fondo - il serpente l'ha creato Dio, no?

E questo esercizio di trolling nei confronti dell'evidenza rende impossibile ogni dibattito: parlo di funghi velenosi e mi rispondi parlando di pizza, poi di Alice, poi di barzellette trullallà. Pur di aprire la bocca e dargli fiato si fa scempio della propria intelligenza, del rispetto per l'evidenza dei fatti, delle vittime.

Addirittura c'è chi si è preso la briga di scrivermi un'email per approfondire il proprio blaterare sui genitori che istigano i figli e bla bla bla che cazzo c'entra? Parla di quello di cui sto parlando io, se vuoi rispondermi. Motivami le tue ragioni in difesa di quelle "guardie" se ne hai, altrimenti taci.

La realtà è una: è che siete delle merde.

Siete quelli che giustificano Priebke "perché in fondo ha eseguito degli ordini" e lo fate senza prendervi la responsabilità di dirlo apertamente, ma solo di rinterzo.

Siete quelli che "se Aldrovandi è morto avrà avuto le sue responsabilitá".

Siete quelli che alla notizia di una ragazzina stuprata indicate con occhio ammiccante la minigonna che la rende colpevole, ma senza darle della troia esplicitamente.

Siete quelli che permettono all'Orrore di impossessarsi delle nostre vite mentre esercitate il vostro diritto/dovere di dire delle stronzate.

martedì 3 aprile 2012

I guardiani del tempio

Una mia amica mi ha raccontato una storia che merita di essere conosciuta..

Conosco Giovanna Salvatori (attuale produttrice esecutiva del tour SUD di Fiorella Mannoia) da 20 anni e di rado mi è capitato di trovarla più scandalizzata dell'altro ieri, quando si è recata in visita al Duomo di Milano accompagnando i 12 ragazzi brasiliani del Progetto AXÉ che sono in tour con Fiorella. Con loro c'era anche Marcus, un educatore di Salvador de Bahia, il quale faceva da Cicerone al gruppetto, ragguagliandoli con una manciata di notizie su quello che stavano vedendo.

Ad un certo punto la comitiva è stata avvicinata da due inservienti/custodi/giannizzeri del Duomo che hanno apostrofato Giovanna dicendole "È vietato!". Alla richiesta di spiegazioni hanno risposto, precisando: "È vietato descrivere".

A corollario della frase dadaista hanno aggiunto che se volevano saperne di piú avrebbero dovuto acquistare le audioguide per tutti o assoldare una guida autorizzata e quindi, per favore, se potevano accomodarsi all'uscita.

Giovanna esclama "Ma vi rendete conto che ci state cacciando dal Duomo di Milano??" e riceve la risposta "No: vi sto invitando ad uscire", cosa che si è concretizzata all'arrivo di un terzo usciere (capito perchè si chiamano cosí?) attraverso una porta laterale.

Non vi voglio tediare col mio punto di vista, ma solo scusarmi con quegli straordinari ragazzi che grazie alla conoscenza dell'arte ed il desiderio di bellezza si sono affrancati da una vita di miseria e delinquenza nelle strade di Bahia solo per essere buttati in mezzo a una strada, fuori dalla cosidetta "casa del Signore" ad opera di 3 stronzi.
Obrigado.

domenica 16 ottobre 2011

Forse dell'ordine..


Ieri dalla manifestazione già si parlava quasi solo del marcio, dell'orrore, dei disastri, delle guardie, dei Black Bloc, del male. I miei interventi su twitter hanno causato grande dibattito, anche perchè in 140 caratteri è difficile chiarire le sfumature, fondamentali in occasioni come il 15 ottobre.


Nella grande (e disorganizzatissima) gioia della manifestazione romana, tra studenti, famiglie con bambini, artisti, anziani, persone normali, si sono mescolati i soliti (organizzatissimi) devastatori. Il copione - perché di copione si tratta - è stato il solito: dalle strade laterali del corso principale della manifestazione, tutte presidiate dal polizia (ad eccezione di alcune..) si sono incuneati individui mascherati ed armati, nei cui occhi si leggeva la determinazione a spaccare tutto, a realizzare un progetto a qualunque costo. In molti dietro allo striscione del Teatro Valle Occupato ci siamo sentiti guardare come dei nemici, degli intralci.


Non so chi fossero: anarchici, fascisti di Casa Pound, agenti del reparto mobile travestiti, gente dei servizi, ustascia, unni, chiunque: erano mascherati ed armati. La violenza ha avuto il solito codice espressivo, ignorante, bestiale e fine a se stesso: sfondare bancomat (ripagati dalle assicurazioni), incendiare macchine (di privati cittadini), smantellare strade ed arredi urbani (di proprietà pubblica), sfondare vetrine, etc.. Non realizzare un omicidio politico, una conquista di un palazzo del potere, ma sfondare tutto come una qualunque banda di ultras.


L'obiettivo era chiaro ed hanno agito indisturbati (uno studente che ha iniziato ad inveire contro questi gentiluomini mascherati è stato anche malmenato, a detta di un suo amico che ci ha raggiunto al carro del Valle), sono stati lasciati liberi di agire soprattutto da parte delle cosiddette forze dell'ordine, che - stranamente - come già accadde a Genova, hanno atteso che le devastazioni iniziassero, le auto fossero date alle fiamme, le vetrine spaccate, etc. prima di agire a contrasto di quei delinquenti; hanno anche permesso che lungo il percorso della manifestazione e in piazza San Giovanni fossero predisposti fin dal giorno prima attrezzature ed armamentari finalizzati alla guerriglia.


Quindi la repressione ha avuto le forme tipiche dello stile italico di azione, tali da spingermi a definire "fascisti" i modi con cui polizia, carabinieri, finanza, etc.. sono intervenuti, disperdendo la folla con caroselli di cellulari lanciati a gran velocità sui manifestanti, idranti sparati ad altezza uomo e via discorrendo. Non so quanti agenti sul campo fossero politicamente ascrivibili tra le file dei fascisti, ma senz'altro i loro comandanti, i superiori, quelli sicuramente si, perchè è da fascisti lasciare fare a 100 per avere il pretesto di accanirsi su 10000.


I fanti in campo prendono 4 soldi, molti saranno anche stati spaventati ed impreparati, molti altri no e a loro volta avranno sfogato la frustrazione della propria condizione precaria sulle zecche, chiunque fossero e, come nel caso dei manifestanti, la parte bacata ha rovinato il tutto, facendoli indistintamente annoverare tra i servi infami del sistema fascista.


Sono un fottuto idealista e ieri stavo male a vedere quello scempio, a vedere persone tranquille costrette a scappare e a difendersi, a dover assumere comportamenti che non avrebbero mai dovuto tenere se non avessero consentito l'innesco della miccia della violenza gratuita.


Sempre che di gratuità si tratti.

domenica 11 settembre 2011

L'11 settembre siamo noi

10 anni dopo la mia vita è cambiata.

In realtà solo 10 minuti dopo la vita di tutti noi era già cambiata, ma non ce ne potevamo ancora accorgere.
Quell'11 settembre ero a casa, quando ho ricevuto una telefonata dalla mia fidanzata, Carolina, che era a Cremona: "Fra, accendi la tele che stanno facendo vedere una cosa che non capisco.."
Tempo di accendere e vediamo entrambi un aereo schiantarsi contro una torre.
Silenzio. Sono pazzi. Non può essere vero. Fumo. Silenzio. Aiuto. Entrambi urliamo la stessa angoscia e sentiamo la stessa urgenza: colmare la distanza che ci stava separando.

Le notizie si rincorrevano furiose: un aereo diretto sulla Casa Bianca dirottato dagli stessi passeggeri, uno che si schianta sul Pentagono e fa un buco che una piccola autobotte potrebbe colmare. La puzza di complotto sembra quasi superare quella di bruciato, di asettica colonna di pixel spenti levarsi da una cartolina di New York appesa nei salotti di tutti noi. Il nuovo videogioco dopo quello della guerra del Golfo, stavolta a colori.

Nonostante le migliaia di chilometri che separavano me e Carolina da quell'inferno, ci sentivamo ugualmente vulnerabili, attaccabili da qualsiasi direzione, da qualunque "nemico" avesse deciso di farlo..

Poi l'orrore prende una forma nuova e mai più sperimentata: persone che piovono dalle finestre, senza scomporsi durante la caduta. Che scelgono di piovere dalle finestre, librandosi, liberandosi. Persone vive che diventavano morte appena fuori dall'inquadratura, oltre 200. Non è più un videogioco.

La nostra vulnerabilità di fronte a questo spettacolo è infinita: non sono nemici, non ci stanno attaccando, ma siamo feriti nel profondo. Non abbiamo via di scampo davanti al loro non avere via di scampo. Non ce ne liberiamo.

Decido di andare da Carolina, anche perché all'epoca abitavo a Roma, quartiere San Lorenzo, tra due scali ferroviari ed un ministero e Cremona mi sembrava un posto più "tranquillo" e meno "sensibile".
Dopo un mese siamo andati a convivere ed ora siamo sposati.

Dopo 6 mesi hanno arrestato l'imam della moschea sotto casa di Carolina perché associato con Al Quaeda.

La vita cambia per tutti.

martedì 6 settembre 2011

Potere alle parole


In questi giorni mi trovo a Città di Castello (PG) per l'allestimento di "Potere alle parole", lo spettacolo che Massimiliano Bruno ed io porteremo in scena al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma dall'11 al 23 ottobre prossimi venturi. Ci saranno i monologhi di Massimiliano e le mie canzoni, accompagnati da Francesco Bruni alla chitarra e Roberto Gatti alle percussioni, per raccontare l'Italia che vediamo e che preferiremmo non vedere..

C'è da ridere (noi stiamo ridendo parecchio :) e anche un po' da riflettere, ma soprattutto c'è da uscire e venire a teatro. O andare a teatro, non necessariamente a vedere il nostro spettacolo: la cultura la stanno facendo a pezzetti e solo il pubblico può ricucirli insieme, dando energia e fiducia alle compagnie che cercano di creare ogni sera un'alternativa all'horror vacui dell'intrattenimento contemporaneo.

C'è da andare al Teatro Valle, dove artisti del calibro di Elio Germano da oltre due mesi ricorrono al più antico metodo per risolvere il problema della disoccupazione: l'occupazione.

C'è da portare i figli, i genitori, gli amici: c'è da fare gruppo ed andare a vedere cosa significa mettersi in gioco su un palco, pagati poco o affatto, ma motivati parecchio.

C'è da prendere belle energie. C'è da darne. C'è il teatro.

giovedì 1 settembre 2011

frankie.tv 2.0

Benvenuti nel nuovo sito www.frankie.tv
In occasione del lancio di "School Rocks!" ne ho approfittato per aggiornare il sito, rendendolo più semplice e - spero - piacevole da consultare.

Potrete trovare il calendario aggiornato dei miei showcase/dj set/cose varie ed accedere a tutti i social network che utilizzo, da facebook a twitter, instagram, tumblr, etc..

Nello spazio "discografia" trovate tutti i testi delle mie canzoni (per i singoli sto ultimando l'inserimento..), oltre a quelli delle mie collaborazioni; inoltre i video dei vari brani sono facilmente accessibili, tanto dalla discografia quanto dalla pagina social network.

La pagina dei contatti è "di lavoro" (risponde il management) anche perchè da tempo chi vuole entrare in contatto con me utilizza facebook o twitter..

Infine, ma probabilmente ve ne sarete già accorti, all'apertutra potete vedere il teaser del video di "School Rocks!", un assaggio di quello che vedrete per esteso la prossima settimana.

Spero apprezziate il risultato: i consigli sono bene sempre accetti e le visite frequenti apprezzate.. Buona navigazione!


domenica 7 agosto 2011

"School Rocks!" è il mio nuovo singolo, in vendita dal 12 settembre.


Una volta tanto uso il blog per comunicare una notizia che mi riguarda direttamente: dal 12 settembre il mio nuovo singolo, intitolato "School Rocks!" e distribuito dalla Sunnybit (etichetta diretta dall'amico Carlo Martelli), sarà in vendita nei principali negozi digitali.

"School Rocks!" è parte di un curioso progetto editoriale, dedicato alla scuola e - nella fattispecie - agli studenti delle medie inferiori e superiori.

Il tema del pezzo può sintetizzarsi in "se studiare è una noia la colpa non può essere degli studenti" e se le materie scolastiche dialogassero di più tra loro, magari accettando contributi anche dalla cosiddetta "cultura pop", si studierebbe meglio e più volentieri.

Chi studia può imparare cose utili tanto da Dante Alighieri quanto da Tiziano Ferro, Manzoni e Virzì; tutto sta a guardare senza pregiudizi alla risoluzione di un problema, piuttosto che al completamento di un programma.

Questo argomento viene affrontato approfonditamente in un libro che s'intitola anch'esso "School Rocks!", scritto da Antonio Incorvaia e Stefano Moriggi per le Edizioni San Paolo, di cui la mia canzone rappresenta la prefazione: per inciso è il primo libro della storia ad avere una prefazione rappata..

Anche il libro, come la canzone, uscirà a settembre, in occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico ed entrambi accompagneranno gli studenti nell'avventura dell'apprendimento.

La musica è di Leonardo "Fresco" Beccafichi ed il video (di cui prossimamente vi darò un assaggio) è realizzato da Gaetano Bigi.

"School Rocks!" e la scuola spacca!

mercoledì 20 luglio 2011

Carlo vive



Sono passati 10 anni da quando hanno ucciso Carlo Giuliani in piazza Alimonda a Genova. 10 anni di processi alla polizia, di bugie e coperture, di insabbiamenti, di scaricamenti di barili e rinvii sine die.

Nessun politico ha perso il posto: l'allora Ministro dell'Interno era Claudio Scajola, probabilmente a sua insaputa.

Quel giorno ero a Palestrina, vicino Roma: lavoravo con i Tiromancino e mi occupavo delle videoproiezioni durante i loro concerti. Quel giorno, durante il soundcheck, ci è venuta a trovare Loredana con il piccolo Rocco, che aveva 3 anni all'epoca. Rocco all'epoca andava matto per la batteria e Piero Monterisi non ha aspettato un solo secondo prima di metterlo a sedere sul suo sgabello con le bacchette in mano.

Poi, verso sera, è arrivata la notizia dell'assassinio di Carlo e tutti siamo rimasti sconvolti. Quella sera sul palco ho improvvisato qualcosa su quell'argomento, sul "ragazzo Carlo morto", ma ero preoccupato per Lello, Valerio e Fulvio, che erano a Genova, ma di cui non avevo notizie.

Poi la vita è cambiata per tutti. Il giorno successivo, dopo una data in Romagna ed una lite violenta, i Tiromancino si sono sciolti, mentre 93 persone venivano massacrate di botte dalla Forza Pubblica alla scuola Diaz.

Finita quell'esperienza sono andato in vacanza con la mia fidanzata, che oggi è mia moglie. Quell'estate è l'ultima che ho passato con Giovanni, mio padre.

Qualche giorno fa anche Loredana se n'è andata.

Giovanni vive ancora grazie a me.
Loredana vive ancora grazie a Rocco.

Carlo vive ancora grazie a tutti noi.

Grazie, a tutti noi.

mercoledì 29 giugno 2011

Rumore e morte.


Oggi a Roma è morto un musicista.
Lo hanno pestato a sangue nel Rione Monti tre giorni fa ed oggi è morto.
Lo hanno pestato perchè la sua musica, suonata in uno dei tanti locali che popolano l'area della movida romana, disturbava il sonno di uno degli abitanti del quartiere che, indignato, ha inveito prima dal balcone, poi inseguito con un bastone (o una frusta) per strada i quattro della band; quindi, riusciti a sfuggire al bastone, si sono imbattuti nei calci, pugni ed in un casco (nuovo manganello della destra capitolina) di una banda - questa con la "a" finale - che ha infierito su Alberto Bonanni fino a causarne prima il coma, oggi la morte.

Per via del rumore.

Io sono un musicista/dj e lavoro soprattutto di notte.
Io non tollero il rumore alla mattina.
Le campane delle chiese alle 7.00 rappresentano un grande distrubo per me, che non vado a Messa.
Le automobili delle 8.00, con i loro claxon e le sgassate ai semafori sono un enorme fastidio, per me che sono ancora a casa.
I bambini che piangono e fanno i capricci alle 9.00 sono uno strazio, per me che non ho bambini.
I cani che abbaiano alle 10.00 sono una terribile rottura di coglioni, per me che non ho un cane.
I cantieri che martellano incessantemente fino alle 12.00 e riprendono all'una sono un massacro per chi è andato a letto alle 5.00..

Eppure non posso protestare per nessuno di questi motivi: è nel diritto di tutti fare rumore.

Ciononostante, quando mi esibisco in un locale di Brescia, una vicina ha diritto di protestare alle 10.30 perchè lei vuole già essere a letto a quell'ora e dunque basta.
Oppure una quindicina di vicini dello stadio San Siro possono alzare il telefono ed ottenere che i concerti in uno degli spazi destinati alla grande musica terminino alle 11.00 con una soglia di decibel da oratorio.
E le amministrazioni sono pronte a chiudere, censurare e scoraggiare ritrovi notturni, anche solo non intervenendo fino al degenerare della situazione e poi impedendo all'improvviso qualsiasi iniziativa.

Appena ci scappa il morto.

Perchè va bene tutto, ma la musica proprio no, eh..
Quindi il tizio di Rione Monti ha pensato bene di incazzarsi non col proprietario del locale che quella band l'ha chiamata, non con i clienti che - frequentando il locale - motivano la presenza di quel concerto, ma con i ragazzi della band stessa, perchè LORO facevano il rumore che dava lui fastidio.
Allora incazziamoci con la Fender perchè ha fatto la chitarra colpevole, la Mesa Boogie per quei bastardi di amplificatori, l'ENEL per aver alimentato il tutto..
Tutto in nome della tutela del diritto al riposo.

Altro che diritto al lavoro.

Altro che diritto alla vita.

PS: quando ho scritto il post la notizia su La Repubblica era "Morto il musicista pestato a sangue". Oggi scopro che è in condizioni disperate, ma ancora vivo. Questo non cambia il contenuto dell'articolo, se non invitando tutti a pensare belle cose per Alberto.

sabato 12 febbraio 2011

Branco farmaceutico


Oggi è la giornata di raccolta del Banco Farmaceutico: come ogni anno veniamo invitati a recarci in farmacia, scegliere dei farmaci da banco (per cui non sia necessaria una ricetta), acquistarli e donarli al Banco Farmaceutico medesimo, che si occuperà dello smistamento agli enti convenzionati. E' una nobile iniziativa, tuttavia non immune da possibili critiche, non tanto sulle finalità perseguite quanto sulla modalità e sulla carenza di informazioni riguardante altri attori dell'iniziativa, quali le farmacie e le ditte farmaceutiche.

Sia ben chiaro: il fatto che un ente raccolga donazioni che si traducono in aiuti per dei bisognosi è lodevole e merita tutto il supporto possibile; non sono qui a censurare il Banco Farmaceutico, ma voglio sottolineare quelle sfumature che normalmente tengono lontani da queste iniziative chi è scettico come il sottoscritto.

Sul sito dell'ente troviamo la procedura attraverso cui il farmaco donato raggiunge l'utilizzatore finale (e non mi sto riferendo a farmaci che curano la disfunzione erettile..)

  1. entro in una farmacia convenzionata dove dei volontari mi invitano a donare
  2. compro un medicinale
  3. il farmacista mi fa una ricevuta speciale
  4. il farmacista compila un coupon che dà al Banco Farmaceutico
  5. Banco Farmaceutico distribuisce i coupons agli enti convenzionati
  6. gli enti li danno agli assistiti
  7. gli assistiti li portano in farmacia dove gli viene consegnato il farmaco
Tutto fila liscio. Peccato che non si faccia alcun accenno al coinvolgimento economico dei farmacisti, i quali nella giornata odierna possono avere una impennata delle vendite, con conseguenti maggiori ricavi. Provo a chiedere lumi al numero telefonico riportato sul sito: purtroppo, vista la particolarità della giornata, il numero è stato dirottato su un call-center e c'è solo Matteo, un disponibilissimo volontario del Banco a darmi ragguagli, oltre al consiglio di richiamare lunedì per parlare con qualcuno di più "tecnico".

Scopro che i farmacisti ricevono un elenco di categorie di farmaci "necessari" da suggerire per l'acquisto ai clienti, meglio se nella formulazione generica del principio attivo, che tradotto significa: il Banco dice "servono lassativi", il farmacista mi suggerisce di comprare lassativi e se io scelgo il Guttalax™ mi suggeriscono una alternativa non di marca e più a buon mercato.

Apprendo inoltre che le farmacie che vogliono aderire a questa giornata devono pagare una quota una-tantum (lunedì ne conoscerò l'importo) svincolata dall'effettivo incasso pro-Banco: devo fare un grande sforzo di malizia a pensare che qualcuno possa specularci, ma ci riesco comunque..
Scopro inoltre che le ditte farmaceutiche NON partecipano alla giornata, ad eccezione della ANIFA che ogni anno fa "importanti donazioni" di cui, nonostante siano pubbliche, non è dato di conoscere l'importo. Peccato: mi aspettavo che proprio con le ditte produttrici di medicinali ci fosse un accordo, una sorta di convenzione che garantisse sconti speciali in favore dei bisognosi. No.

Eppure basterebbe che il Banco Farmaceutico operasse come una grande struttura ospedaliera, indicendo una gara di appalto per le varie categorie di farmaco/principio attivo e trovando le ditte disposte ad offrire prezzi più competitivi, raccogliendo le donazioni (in denaro, non in natura) sempre attraverso le farmacie e successivamente acquistando i prodotti dalle ditte che si sono aggiudicate la gara: considerando che normalmente lo sconto praticato agli ospedali è pari almeno al 50% del prezzo riportato sulla confezione, questo si tradurrebbe in un raddoppio del valore delle offerte fatte, del numero di bisognosi aiutati, etc..

Insomma: l'iniziativa è bella e buona, ma più che finalizzata alla massimizzazione del beneficio alla fine della catena (facciamo fruttare al massimo le offerte in favore di chi ne ha bisogno), mi pare concentrata sulla amplificazione del senso di carità (stimoliamo tanta gente ad offrire le medicine ai poverelli): un approccio un po' ciellino al problema. Peraltro il Banco Farmaceutico appartiene alla Compagnia delle Opere.
Ah ecco, tutto spiegato..

lunedì 17 gennaio 2011

Passato e presente.

Una videoriflessione su come praticamente tutta la carta stampata abbia riportato le parole del premier, il quale ha dichiarato "HO AVUTO una relazione", mentre i giornali compatti dichiarano "Berlusconi HA una relazione".


Non è a mio avviso un dettaglio di poco conto: il riferimento ad una relazione "stabile" avuta dopo la separazione da Veronica Lario è evidentemente riferito al passato (altrimenti avrebbe detto "HO una relazione") e dunque descrive una situazione non più in essere, con il premier quindi tornato in regime di "instabilità", ovvero quello solito..

L'operazione di maquillage che la maggioranza degli organi di stampa posto in essere sulle parole del primo ministro è tutta a vantaggio di quest'ultimo. Quanto è più confortevole sapere che "Silvio è fidanzato" piuttosto che apprendere che lo sia stato in un recente passato..

E' l'immagine di un uomo capace di rimettersi in gioco con serietà sul piano sentimentale, che si predispone a "rifarsi una famiglia", su cui si accaniscono i soliti perfidi magistrati comunisti.

Eppure anche testate come "l'Unità" e "Repubblica" (che oggi ha sottotitolato "Ho da tempo una relazione stabile") hanno corretto il tiro del capo, permettendogli un goal postumo.

Le parole sono importanti: perché buttarle via così?

martedì 14 dicembre 2010

Gli Italiani dei Valori


Ve ne sarete accorti: Bokassa ha ottenuto la fiducia,grazie ad un paio di astensioni (la Südtiroler Volkspartei, che s'era già accordata con Lui in cambio del Parco dello Stelvio) ed alcuni voti "traditori" (il famoso vota-gabbana) dell'opposizione.

Il risultato è stato di 311 favorevoli e 314 contrari: dunque 2 sono stati i voti discriminanti per la vittoria dell'Antropofago, due persone col cuore gonfio di responsabilità istituzionale verso Patria, Nazione, Bandiera e Culo.
Il proprio bel Culo. Che indubbiamente merita la maiuscola, vista l'importanza che tale apparato riveste nella vita politica moderna.

Scelgo quindi due deputati (e - di conseguenza - i loro Onorevoli Culi) tra i transfughi: Catia Polidori e Domenico Scilipoti.

nata a Città di Castello (PG), da sempre finiana di ferro, è cugina di Francesco Polidori, patron della CEPU, da sempre grande supporter di Bokassa. Proprio lei ha aperto i lavori della prima convention di FLI a Perugia, parlando di "dignità della persona" ed altre vaccate demago-campaniliste; il 2 dicembre arriva ad affermare sul suo sito (ci metto anche la foto perchè per me non dura tanto..) che FLI risulta essere "..coeso e compatto..". Appunto.

Ci si aspetterebbe che questo suo straordinario radicamento sul territorio, la tenacia nel diffondere la cultura umbra e l'essere una "de Fracchæno" (Fraccano, paesino vicino a Città di Castello) l'abbiano proiettata in Parlamento, protagonista di un plebiscito in salsa umbra. Infatti nel 2008 la nostra tifernate reginetta di coerenza viene eletta nella circoscrizione Veneto 2. Tartufo e osei.

Ad agosto il cugino istruito Francesco ha messo a disposizione la propria struttura per raccogliere voti al Capo, nella speranza - manco troppo larvata - di una legge sull'istruzione che equipari il modello CEPU a quello universitario e che includa la ditta sotto la pioggia dei finanziamenti connessi, quando, appena un mese prima, Bokassa in persona è intervenuto durante un convegno organizzato da CEPU per sottolineare l'importanza dell'istruzione privata e per spalmare il consueto dito di merda su Rosy Bindi in quanto "femmina non avvenente".

La nostra Catia (nostra in quanto "castelæna") ha dato una bella stretta al bullone che lega il trono di Bokassa al suo Regale Culo. Ma il faticoso impegno profuso a nulla sarebbe valso senza l'intervento di un Onorevole collega, corso in aiuto della Polidori a darle manforte nel lavoro di consolidamento del berluscano.

ferreo sostenitore dell'agopuntura.

Esaurito qui l'elenco delle virtù del deputato in questione, analizziamo il suo travagliato percorso politico: fino a qualche giorno fa era membro dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, poi si è reso conto che il suo capo partito è un giustizialista, uno che ha accettato nelle proprie liste un ex piduista (Giuseppe Caleffi, tessera n°762, candidato nel 2006 in Sardegna), uno che nella scorsa legislatura non ha mai sollevato la questione della legge elettorale, vera causa della rovina morale dell'Italia.

Oggi ha pensato bene che "..l'unità politica e morale di tutta la Nazione.." possa essere rappresentata da Bokassa, tessera n°1862, quello che la legge Calderoli (c.d. Porcellum) l'ha voluta.

Fortuna che Scilipoti dichira "..io stò con gli Italiani..", ponendo l'accento dove non occorre ed affidando il proprio pensiero al sito web, buffo alveare di video in cui si può trovare "..solo una parte dei motivi.." della sua scelta: tra i vari contributi spiccano due spezzoni tratti dal film "Gli Onorevoli" con Totò, uno dei quali racconta la riunione pre-elettorale in cui L'Onorevole La Trippa viene agganciato nella buvette per scambiare voti con appalti. Ecco dunque uno dei motivi ispiratori della Scelta di Scilipoti: ce lo suggerisce lui stesso, da sublime moralizzatore dei costumi italici. Molti capiranno..

Questa mattina, in cui si votava la sfiducia, in piazza San Silvestro un gruppo di immigrati ha inscenato una manifestazione a sostegno dell'On. Domenico Scilipoti: hanno anche dichiarato di essere stati pagati da Scilipoti stesso per la messinscena.

Se lo tengano da conto il loro Culo questi Onorevoli: sono seduti su una miniera d'oro!


Repubblica TV - Manifestazione pro-Scilipoti

lunedì 13 dicembre 2010

Vacanze a Chernobyl


Non è il titolo del prossimo cine-cotechino steam-punk, quindi scordatevi Boldi vs Gamera. E' qualcosa di più inquietante ed intimamente pervasivo: è una notizia.

Il Ministro delle Emergenze della Repubblica Ucraina Viktor Baloga ha annunciato che dai primi dell'anno venturo sarà possibile fare escursioni sul sito del più drammatico incidente nucleare (noto) della storia, includendolo tra le mete turistiche di un viaggio "della memoria". Come dire: alla scoperta dell'Ucraina tra antico e moderno.

Nell'antico inizia ad essere annoverabile anche il disastro medesimo, avvenuto il 26 aprile 1986 alle 1.23.45 (!) e il desiderio di relegare alla storia una tragedia di simili proporzioni è più che comprensibile: tuttavia la situazione non è ancora del tutto tornata alla normalità e, nonostante l'ultimo reattore sia stato disattivato 10 anni fa, per il 2015 è prevista la realizzazione di un nuovo "sarcofago" per il contenimento totale della struttura, visto che il coperchio di cemento che è stato allestito all'epoca non sembra essere risolutivo.

Inoltre la radioattività che infesta quei luoghi, come parte della Russia e dalla Bielorussia, impiegherà alcune centinaia di anni prima di disperdersi e ritornare entro limiti tollerabili. Certo oggi è differente, non è stato vano il sacrificio di quanti hanno eroicamente bonificato l'area, esponendosi 40 secondi per volta alla pioggia di Roentgens che zampillava da ogni detrito e morendo di tumore in uno stillicidio che non è ancora cessato.

La mia domanda è: vi andrebbe di farci un giro? Prendereste un pullman da Kiev per poter sbirciare aldilà dei cancelli della catastrofe? Andreste ad esercitare la memoria in un posto in cui, appena prima di rimontare in corriera, vi fanno uno screening per verificare quanti Curie avete in corpo, manco fossero conchiglie che uno viene beccato a portarsi a casa come souvenir?

Il concetto di "viaggio della memoria" è bello, nobile e da incoraggiare, ma un conto è un campo di concentramento in cui sono state trucidate migliaia di persone, che oggi assurge a luogo simbolo destinato ad accogliere e stimolare la riflessione del visitatore, un conto è un sito nucleare "disattivo" in mezzo ad una distesa di morte punteggiata da città fantasma, visitando il quale rischi pure la pelle: anche nel 79 D.C. era troppo presto per andare a visitare Ercolano.

E quale "memoria" dovremmo esercitare, visto che le immagini dei bimbi nati dopo l'esplosione sono così simili a quelle delle vittime della furia del Reich, ma non è piacevole ricordarli fuori dalle virgolette di "quei poveri bambini di Chernobyl" e dunque è raro che qualcuno o qualcosa ce li faccia ricordare. Fortuna che qui da noi di centrali atomiche ce n'è poche..

Tuttavia non è una trovata recente quella di andare in ferie a Chernobyl: basta infatti fare una ricerca in rete per trovare agenzie di viaggi che già da alcuni anni offrono l'escursione sul sito del disastro tra i propri pacchetti, a prezzi relativamente modici (500US$ se si vuole l'esclusiva di una visita personalizzata, ma fino a 100US$ a testa se si riesce a tirare insieme un torpedone con più di 30 entusiasti gitanti). Se volete avere comunque un'idea di come si presentino quelle zone, provate a visitare il sito www.kiddofspeed.com, gestito da Elena, una motociclista ucraina che attraversa a tutta velocità la regione fotografandola.

E che fa la spesa dall'ortolano col contatore geiger.
E' il suo promemoria.


domenica 12 dicembre 2010

Vacanze a Chernobyl


Non è il titolo del prossimo cine-cotechino steam-punk, quindi scordatevi Boldi vs Gamera. E' qualcosa di più inquietante ed intimamente pervasivo: è una notizia.

Il Ministro delle Emergenze della Repubblica Ucraina Viktor Baloga ha annunciato che dai primi dell'anno venturo sarà possibile fare escursioni sul sito del più drammatico incidente nucleare (noto) della storia, includendolo tra le mete turistiche di un viaggio "della memoria". Come dire: alla scoperta dell'Ucraina tra antico e moderno.

Nell'antico inizia ad essere annoverabile anche il disastro medesimo, avvenuto il 26 aprile 1986 alle 1.23.45 (!) e il desiderio di relegare alla storia una tragedia di simili proporzioni è più che comprensibile: tuttavia la situazione non è ancora del tutto tornata alla normalità e, nonostante l'ultimo reattore sia stato disattivato 10 anni fa, per il 2015 è prevista la realizzazione di un nuovo "sarcofago" per il contenimento totale della struttura, visto che il coperchio di cemento che è stato allestito all'epoca non sembra essere risolutivo.

Inoltre la radioattività che infesta quei luoghi, come parte della Russia e dalla Bielorussia, impiegherà alcune centinaia di anni prima di disperdersi e ritornare entro limiti tollerabili. Certo oggi è differente, non è stato vano il sacrificio di quanti hanno eroicamente bonificato l'area, esponendosi 40 secondi per volta alla pioggia di Roentgens che zampillava da ogni detrito e morendo di tumore in uno stillicidio che non è ancora cessato.

La mia domanda è: vi andrebbe di farci un giro? Prendereste un pullman da Kiev per poter sbirciare aldilà dei cancelli della catastrofe? Andreste ad esercitare la memoria in un posto in cui, appena prima di rimontare in corriera, vi fanno uno screening per verificare quanti Curie avete in corpo, manco fossero conchiglie che uno viene beccato a portarsi a casa come souvenir?

Il concetto di "viaggio della memoria" è bello, nobile e da incoraggiare, ma un conto è un campo di concentramento in cui sono state trucidate migliaia di persone, che oggi assurge a luogo simbolo destinato ad accogliere e stimolare la riflessione del visitatore, un conto è un sito nucleare "disattivo" in mezzo ad una distesa di morte punteggiata da città fantasma, visitando il quale rischi pure la pelle: anche nel 79 D.C. era troppo presto per andare a visitare Ercolano.

E quale "memoria" dovremmo esercitare, visto che le immagini dei bimbi nati dopo l'esplosione sono così simili a quelle delle vittime della furia del Reich, ma non è piacevole ricordarli fuori dalle virgolette di "quei poveri bambini di Chernobyl" e dunque è raro che qualcuno o qualcosa ce li faccia ricordare. Fortuna che qui da noi di centrali atomiche ce n'è poche..

Tuttavia non è una trovata recente quella di andare in ferie a Chernobyl: basta infatti fare una ricerca in rete per trovare agenzie di viaggi che già da alcuni anni offrono l'escursione sul sito del disastro tra i propri pacchetti, a prezzi relativamente modici (500US$ se si vuole l'esclusiva di una visita personalizzata, ma fino a 100US$ a testa se si riesce a tirare insieme un torpedone con più di 30 entusiasti gitanti). Se volete avere comunque un'idea di come si presentino quelle zone, provate a visitare il sito www.kiddofspeed.com, gestito da Elena, una motociclista ucraina che attraversa a tutta velocità la regione fotografandola.

E che fa la spesa dall'ortolano col contatore geiger.
E' il suo promemoria.


mercoledì 20 ottobre 2010

Quelli che Malpensano


Mi ha scritto Massimo, un ragazzo di Varese, amico di Cesare (Sak 1 della vecchia VLV Posse) .
Massimo è un lavoratore della Livingston, la ex Lauda Air, compagnia italiana leader nei voli charter, che dall'oggi al domani s'è ritrovato in cassa integrazione.
Sono in 500 a soffrire questa condizione.
Sono tutti professionisti e lavoratori specializzati, che hanno sempre dato il meglio nel proprio lavoro, in una compagnia che, liquidità a parte, avrebbe tutte le carte in regola per agire competitivamente sul mercato.
La loro compagnia trasportava ogni giorno migliaia di persone verso le Maldive, il Mar Rosso, Santo Domingo, tutti i giorni: migliaia di uomini, donne, bambini, managers, vecchi ricchissimi, camerieri, studenti, animatori; tutti partivano bianchi e tornavano neri, chi dopo una settimana chi tre mesi più tardi. Ogni tanto qualcuno partiva da solo e tornava in due, o tre. Ma gli aerei erano sempre pieni

La storia parte con Niki Lauda, il fondatore di Lauda Air nel 1991, che con gli aerei aveva iniziato nel '79, ma questa l'ha fatta dopo. Tutto è andato abbastanza bene fino al 2005, quando "I viaggi del ventaglio" rileva la compagnia e la rinomina in Livingston. Da lì parte una spirale di gestione "malaccorta" che porta al fallimento del ventaglio, a un buco da 20 milioni di euro per Livingston e al successivo passaggio di proprietà nel 2009 alla FG Holding di Maurizio Ferrero, produttore cinematografico romano, che ha fatto il resto.
Il buco sale a 30 milioni, l'ENAC ritira la licenza di volo, gli aerei tornati alle società di leasing e poi tutti a casa, dopo due mesi di lavoro senza stipendio.
La solita storia: aziende buone finiscono in rovina per colpa di amministratori che sono, nella migliore delle ipotesi "incompetenti" o di figli più bravi a spenderli che a guadagnarli o di sciacalli della finanza. Comunque sia, la settima azienda della provincia di Varese ha tirato giù la serranda in una settimana. Mentre il signor Ferrero, anzichè sanare i 30 milioni di debiti, ne spende 60 per comprarsi 10 sale cinematografiche dal fallimento Cecchi Gori..

I lavoratori della Livingston sono uniti nella lotta per la difesa del proprio posto di lavoro, con proposte, idee e volontà di proseguire.
Massimo mi racconta di come potrebbero fornire il servizio di manutenzione per le aeromobili di terzi, in uno scalo come quello di Malpensa, loro che sono una delle ultime rappresentanze italiane nel principale scalo nazionale.
I ragazzi ritengono che usufruire della cassa integrazione a zero ore sia uno spreco di risorse, col potenziale che hanno, capaci di organizzare un volo per dopodomani.
Non sono alla ricerca di un investitore con i soli quattrini, ma con la competenza e la capacità imprenditoriale necessaria a far fruttare un'azienda simile.
Pretendono un titolare che sia alla loro altezza.
Se lo meritano.

Domani i lavoratori della Livingston si troveranno per manifestare davanti alla Regione Lombardia alle 10.30 sotto al Pirellone. Qui trovate un blog per restare aggiornati.


venerdì 7 maggio 2010

Si alzano i Tony

Ieri sera è andato in onda a "Parla con me" un bel monologo di Ascanio Celestini: per chi non lo avesse visto è qui sotto.


Oggi il primo ministro Berlusconi durante il Consiglio dei Ministri, invece di affrontare i temi della crisi economica che sta facendo rotolare il mondo appresso alla Grecia, o cercare una soluzione alla disoccupazione o anche solo di comunicare chi sarà il sostituto del ministro dimissionario Scajola, ha ritenuto opportuno manifestare la propria incazzata incredulità per l'aggressione "divertita" di Ascanio ai danni del governo.

Di questo governo?

Nel monologo si parla di mafiosi e corrotti che governano un Paese spartendosi il potere e legiferando "pro domo" loro sotto gli occhi di una opposizione snob e debosciata: mica dell'Italia.

Ci sono forse dei mafiosi e dei corrotti in questo governo che - dunque - potrebbero indurre a pensare che Celestini si riferisse all'attuale formazione?

Se così fosse, l'incazzatura del premier avrebbe un po' più senso, ma avrebbe ben poco da ridire sulla rappresentazione fatta nel monologo di un paese governato da mafiosi e corruttori.

Se nel governo i mafiosi e i corruttori non ci fossero, allora non vedo il motivo di una esternazione così inviperita per un brano di EVIDENTE finzione, che descrive una classe politica di pura invenzione.

Cavalier Berlusconi: come mai le è sembrato che parlasse di lei quel bravo giovanotto con la barba?

C'è qualcosa che dovremmo sapere?

giovedì 25 febbraio 2010

Il volume di un disastro

Ieri qualcuno ha pensato bene di aprire le valvole dei serbatoi di petrolio di una raffineria dismessa della Lombarda Petroli di Villasanta, in provincia di Monza. Questo gesto criminale ha causato lo sversamento di 8000 metri cubi di olio nelle acque del fiume Lambro, immissario del Po, in cui oggi è arrivata la marea nera.

E' tuttavia difficile rendersi conto delle proporzioni del danno, quantificare la massa di petrolio che ha invaso la Natura a Villasanta; ho dunque pensato fosse utile visualizzarla in modo efficace ed accessibile a chiunque.

Per questo ho realizzato un cubo di 20 metri di lato (un volume di 8000 metri cubi) ed ho provato a collocarlo (in Google Earth) in tre luoghi simbolo della nostra nazione: giudicate voi.

piazza Duomo a Milano

piazza San Marco a Venezia


il Colosseo a Roma


Se volete scaricarli ed esplorarli su Google Earth qui di seguito ci sono i link.





domenica 4 ottobre 2009

Il Residente della Repubblica


C'è, tanto per cambiare, una gran bagarre riguardo le affermazioni fatte da Giorgo Napolitano - attuale Presidente della Repubblica Italiana - e le pesanti critiche pronunciate da Antonio Di Pietro, leader del partito politico "L'Italia dei Valori". Provo a ricostruire con un piccolo riassunto quanto accaduto:

- Dopo un iter nè troppo lungo nè troppo contrastato il Parlamento ha approvato un provvedimento economico definito "scudo fiscale" in cui, tra le altre cose, è prevista la possibilità di fare rientrare i capitali illecitamente accumulati all'estero (evadendo il fisco italiano) pagando un misero 5% allo Stato, la depenalizzazione del reato di falso in bilancio e la garanzia dell'anonimato per quanti usufruiranno della ghiotta opportunità offerta.

- Ieri il Presidente Napolitano si trovava in Basilicata per un impegno istituzionale, quando un cittadino gli si è avvicinato e gli ha detto " Presidente, non firmi, lo faccia per le persone oneste". Il Primo Cittadino gli ha quindi risposto "Nella Costituzione c'è scritto che il Presidente promulga le leggi. Se non firmo oggi il Parlamento rivota un'altra volta la stessa legge ed è scritto nella Costituzione che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo voi non lo sapete? Se mi dite non firmare, non significa niente".

- Sempre ieri l'On. Antonio Di Pietro ha definito "una atto di viltà" la firma della legge in questione, suscitando un coro bipartizan di proteste nei suoi confronti, con vibranti punte di patriottistica difesa di Napolitano da parte di sinistra-centro-destra-nord-e-sud-uniti ed accuse di rappresentare un pericolo eversivo per la Nazione tutta.

Dunque: a me Di Pietro non è che stia un granchè simpatico (ricordo ancora quando, appena smise la toga del fustigatore della Prima Repubblica, affermò solennemente che "mai sarebbe entrato in politica" e dopo manco una settimana era già candidato non ricordo con chi..) anche perchè continuo a pensare che la politica richieda una forma oltre agli indispensabili contenuti, forma che Di Pietro non mi sembra affatto incarnare. Al contrario Napolitano mi faceva una certa simpatia: il primo Presidente comunista tuttavia equilibrato e saggio, capace di mettere d'accordo parti distanti grazie all'esercizio del buon senso. Perdipiù napoletano.

Tuttavia, a rischio di essere additato come un agitatore-terrorista-antitialiano, la penso come Di Pietro: il Presidente è contravvenuto ad uno dei ruoli fondamentali che gli competono, non esercitando un potere che solo lui ha diritto di esercitare, quello di rinviare una legge alle Camere con un messaggio motivato, chiedendone il riesame. Solo se le Camere gliela ripresentassero senza modifiche al testo sarebbe obbligato a promulgarla: solo in quel caso.

E dire che non sarebbero mancate le motivazioni da scrivere sul bigliettino per deputati e senatori, a partire dalla considerazione che pagare il 5% di tasse equivale a regalare il 45% non corrisposto quando dovuto - che per capitali dell'ordine di vari milioni di euro a botta sono fior di evasioni - insultando così tutti gli onesti contribuenti che hanno assolto agli obblighi fiscali; che in questo modo tanti capitali frutto di attività illecite (droga, armi, contraffazione, etc..) potranno entrare puliti puliti nelle tasche di mafia, camorra, 'ndrangheta e sistemi vari, senza costringere questi galantuomini a giri complessi e costosi (il costo del riciclaggio di valuta sporca varia dal 40% al 75%: il 5% suona quasi come una mancia al portiere..); che l'anonimato garantisce la tranquillità di tutti quei bastardi che hanno impoverito le tasche dei propri dipendenti, gettando sul lastrico famiglie intere per la loro avidità, senza corrispondere i contributi, mangiando prima nel piatto e poi sulla testa degli operai.

Ma a questo Napolitano non ci ha pensato, così come non ha avuto orecchie per ascoltare quanti glielo hanno suggerito né occhi per leggere quanti lo hanno scritto.

Eppure per me la cosa peggiore, che forse l'aggettivo "vile" quasi addolcisce, é stata la risposta data al cittadino lucano che ha tentato in extremis di fargli notare la vergognosa posizione che stava assumendo: al di là del tono saccente, di per sé fastidioso, il fatto di considerare "inutile" l'esercizio di un su diritto (o meglio: nostro attraverso di lui) ha svuotato completamente il significato del suo ruolo istituzionale. Come faceva a sapere che il testo non sarebbe stato modificato? Come poteva immaginare che anche nella prossima votazione i 29 esponenti della cosidetta "opposizione" avrebbero dato forfait? Cosa gli fa credere che un atto così importante non avrebbe mosso l'opinione pubblica ad una riflessione collettiva, esercitando maggiori pressioni sui rappresentanti parlamentari, cambiando qualcosa in positivo?

Perchè ha calato le sue braghe e mostrato il nostro culo?


mercoledì 2 settembre 2009

Ciao Teresa


Ieri, primo settembre, se n'è andata Teresa Sarti Strada, moglie di Gino e mamma di Cecilia, braccio e mente di Emergency. Ci ha lasciato nella sua corporeità, ma lo spirito vive e vivrà fino a quando perpetueremo il suo impegno nel aborrire le guerre e le brutture che esse comportano: finché faremo nostra la sua forza ci saranno sempre nuovi fiori nel giardino della sua memoria.

Le più belle parole d'amore le ha avute Gino nel suo libro "Pappagalli verdi".

"Tornassi indietro rifarei quasi tutto. Vorrei solo che al mio fianco, in ognuno dei tanti luoghi pieni di sofferenza che ho visto, ci fosse sempre lei.
A consigliarmi, a impedirmi di sbagliare, a dividere con me momenti importanti, che solo la sua presenza avrebbe potuto rendere irripetibili.
A Teresa"
Gino Strada